Flori pochi mesi fa felice a Vallicciola.

sabato 31 dicembre 2011

133 di 365 - Propositi di serenità

Fra poche ore quest'anno sarà finito e domattina mi sveglierò con la testa piena di nuovi progetti e buoni propositi e il cuore zeppo di ricordi e di desiderio di serenità e gioia.
So già come sarà il nostro risveglio: con una palletta bianca e nocciola di tre chili e mezzo che salta come una pallina magica e corre a darci il buongiorno, con Sansone che cerca rifugio e coccole sul letto.
Sarà un bel risveglio, sarà un bellissimo Anno Nuovo.

Auguri a tutti di pace e serenità e amore.




venerdì 30 dicembre 2011

132 di 365 - Annus Horribilis

Quest'anno volge al termine. Per fortuna, finalmente, menomale ecc. ecc. E lo fa nel peggiore dei modi, senza tradire le sue caratteristiche merdose.
Ma tralascio l'oggi per analizzare questi 364 giorni che ripeto, per fortuna finalmente menomale, sono alle spalle.
Questo è stato l'anno in cui Flori è morta. E potrei anche mettere un punto e finirla qui. C'è bisogno di dire altro? Di sprecare parole, pensieri, respiri?

Basta così: questo è l'anno in cui Flori è morta.

giovedì 29 dicembre 2011

131 di 365 - Ancora uno sforzo

Ancora domani mattina poi due giorni e mezzo di pausa, coccole, buon cibo, qualche amico, passeggiate e spero, piscina.

mercoledì 28 dicembre 2011

130 di 365 - Cambiamenti

Credo che i prossimi giorni mi sarà molto difficile mantenere l'appuntamento quotidiano con il blog.
Le scadenze di fine anno in ufficio mi stanno letteralmente prosciugando di ogni guizzo di vitalità e quando arrivo a casa sono a terra e desidererei solo un bagno caldo. Invece trovo la mia piccola famiglia bisognosa di cure: cibo, pulizie, appuntamenti, scadenze.
Tatti è molto impegnativa, mi costringe a pulizie che nemmeno a Pasqua e ad essere perennemente attenta che non si metta nei guai.
I dolori alle gambe e ai piedi sono tornati prepotenti, d'altra parte non siamo più riusciti ad andare in piscina, è assolutamente necessario che io riprenda almeno a fare un po' di cyclette, altrimenti...

Cercherò di essere presente, oppure di scrivere di più il fine settimana, spero sia solo per un momento, fino a quando questo periodo durissimo in ufficio finirà.

martedì 27 dicembre 2011

129 di 365 - La coda grassa

Il Marito diceva sempre che Flori aveva la coda grassa. In effetti all'attaccatura della coda Flori aveva un po' di pelle in più che le faceva un sacco di pieghine buffe e la coda grassa... Abbiamo sempre riso tanto per questa cosa e prendevamo in giro Flori.


 Ieri il Marito era sul divano che giocava con Tatti e mi ha detto che ha la coda grassa, così non si fa gli ho risposto, mentre mi si chiudeva la gola e mi spariva il sorriso...

lunedì 26 dicembre 2011

128 di 365 - Se ci fosse Flori

Se ci fosse Flori "metterebbe a posto" Tatti con un solo bau.
Se ci fosse Flori oggi in spiaggia le avrebbe fatto vedere cosa vuol dire correre nel vento.
Se ci fosse Flori ci arrotoleremmo tutti  e cinque sul divano.
Se ci fosse Flori non so chi sarebbe più veloce a ripulire la ciotola.

Se ci fosse Flori questa famiglia sarebbe perfetta, la vita sarebbe perfetta, il mondo sarebbe perfetto. Ma il mio cuore forse non potrebbe sopportare tutta questa perfezione.


E allora eccovi una foto di Sansone e Tatti ma se osservate bene, sulla sinistra, c'è un sacco di spazio vuoto che aspetta di essere occupato, di prato verde che aspetta di essere calpestato e scavato. La fotografia è chiaramente difettosa con tutto quello spazio inutilizzato, difettosa e disequilibrata.
Perché l'immagine sia perfetta, sulla sinistra ci vorrebbe Flori.

Perché tutto sia di nuovo perfetto, ci vorrebbe Flori.







domenica 25 dicembre 2011

127 di 365 - Un Natale perfetto

Innanzitutto il risveglio: alle otto in punto Tatti mi è saltata addosso svegliandomi e manifestando con la codina impazzita tutta la sua felicità nel ritrovarmi dopo la (breve) notte.

Subito dopo il tempo nel senso di atmosferico: maestrale che ha spazzato via tutto il grigio, tutto l'umido, tutte le nuvole, aria tersa, sole splendido e mare bello agitato, addirittura la Corsica in lontananza.

E poi Sansone e Tatti sulla spiaggia a correre come matti, a fare caroselli, finte, galoppate e derapate incredibili. Felici e spensierati e Sansone improvvisamente tornato alla vita.

E poi un bel pranzo dalla Suocera, i regali, le risate e le chiacchiere.

E poi abbiamo lavato e asciugato cagnetti e cucce.

E poi un bel film con il Nipote  e il Marito e una passeggiata con i cagnetti.

E ora mi aspetta un divano e ben tre cuori che mi amano, come potrebbe essere un Natale migliore?

Non c'è.


126 di 365 - Post di Natale

Questo è il post di SABATO 24 DICEMBRE 2011 ma è stato scritto dopo la mezzanotte, precisamente alla 1,33!

Primo Natale senza Flori.

Buon Natale da me, il Marito e Sansone. Buon Natale anche da Tatti che è un vero regalo della vita e buon Natale dalla mia adorata Flori che non c'è più ma è sempre qui con me, ora più che mai.
Con me e con Tatti.

BUON NATALE

venerdì 23 dicembre 2011

125 di 365 - I primi sette giorni

Il primo giorno ha imparato a portare il collare e ad andare al guinzaglio.
Il secondo giorno ha imparato che dietro la porta del bagno, che rimane aperta, si trovano carezze.
Il terzo giorno ha imparato il suo nome e che non si ruba la pappa di Sansone.
Il quarto giorno è riuscita a scendere due gradini e il marciapiede.
Il quinto giorno al suono della sveglia me la sono trovata accanto al letto, attorcigliata ai miei piedi, pazza di felicità al vedermi. E sono stata sua.
Il sesto giorno ha fatto una lunga passeggiata senza mai fermarsi (ma senza fare nemmeno una pipì o una cacca, perché quelle, naturalmente, si fanno a casetta...)
Il settimo giorno ha fatto ben due rampe di scale in discesa e in salita e ha ululato.


E domani, mare, spiaggia, vento, felicità.

giovedì 22 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

122 di 365 - Tre NON è il numero perfetto

Le quattro stagioni, i quattro moschettieri (con D'Artagnan!), i quattro elementi, i quattro punti cardinali, i quattro venti principali.

Sono quattro le fasi lunari, quattro gli evangelisti, quattro i semi delle carte, quattro i fiumi della fontana di piazza Navona.

Quattro le gambe di una sedia, i cavalieri dell'Apocalisse, le giornate di Napoli e le quattro fontane.

Sono quattro i cani per strada e le mosche di velluto grigio, quattro i matrimoni per un funerale e i bassotti per un danese.

E ancora, sono quattro le ruote, quattro le nobili verità del Buddha, quattro i mori sulla bandiera.

Infine, lo sapevate che per i Maya il quattro era il numero perfetto?

Il Marito ed io siamo perfettamente d'accordo con i Maya...






lunedì 19 dicembre 2011

121 di 365 - Oggi non posso

In questi giorni stanno succedendo tante cose in famiglia. Tante cose che ancora non posso dire, che non voglio dire per scaramanzia, perché in fondo è una cosa sola, una cosa bellissima, una magia, un piccolo miracolo.

E allora abbiate pazienza, sappiate solo che si rinasce e c'è gioia.



domenica 18 dicembre 2011

120 di 365 - Non sono una signora! Ma sono felice.

Venerdì sera il Marito ed io avevamo un appuntamento nel salone dove Barbara da più di dieci anni lava e tosa Sansone per vedere dei cagnetti, ma quando siamo arrivati la persona che li aveva con sé era già andata via.
Il socio di Barbara allora gli ha telefonato dicendogli: C'è qui la signora che voleva vedere i tuoi cani.

Signora?

Da quando ho smesso di essere una "ragazza" e sono diventata una "signora"? In quale anno, giorno, minuto, in quale istante preciso il mio aspetto ha perso la freschezza della ragazza e ha guadagnato la maturità della signora? Oh mio Dio, è vero che probabilmente avevo un'aria stanca, in fondo era la sera di venerdì, la fine di una dura giornata dopo una durissima settimana di lavoro, e forse il giaccone verde trapuntato proprio non mi dona, è ora che lo regali, e magari adesso che ho i capelli così corti non posso proprio fare a meno di truccarmi un po'.

Ma non sono MAI stata una signora, indosso le Superga invece che le Manolo, ho la borsa con Topolino e adoro i cartoni, non so giocare a burraco e il tè lo prendo insieme al Marito nella nostra cucina, nelle tazze con le renne...
Questa è una cosa su cui devo meditare, riflettere, elaborare...

Nel frattempo becchiamoci questa bella canzone di una che, davvero, una signora non lo è mai stata.


Questi sono giorni importanti per la nostra piccola famiglia che, proprio in questi giorni, potrebbe crescere un po'. Non voglio sbilanciarmi e dire troppo, solo che ieri il Marito mi ha detto che era da tanto tempo che non mi vedeva così felice.
Il resto, forse, a domani.



sabato 17 dicembre 2011

119 di 365 - Forse non si dimentica per caso

E' successa una cosa che per me ha dell'incredibile: è arrivato il 14 dicembre (quattro mesi dalla morte di Flori), io ho scritto il mio post quotidiano e ho dimenticato che ricorrenza fosse.
Forse non mi sono nemmeno resa conto che ne avevamo 14, chissà.
Ancora non so come prendere questa cosa, certo è che sono talmente stanca e stressata per il lavoro che quasi non c'è nient'altro che conta in questi giorni.
Spero di farcela a smaltire l'arretrato e di poter di nuovo riappropriarmi del mio cervello libero e sereno.

Nei prossimi giorni dovrò decidere se accogliere un nuovo arrivo in famiglia ed è una decisione molto difficile da prendere....

venerdì 16 dicembre 2011

118 di 365 - E' uno di quei giorni che...

E' un periodo strano questo, Natale non è nell'aria, anche se i negozi sono addobbati a festa e dovunque ci sono orribili lucine blu. Quest'anno non ne ho voglia, quest'anno ne farei volentieri a meno e salterei a piedi uniti al primo gennaio.
Il primo giorno dell'anno è tradizione che il Marito ed io andiamo al mare con i cagnetti e quest'anno saremo una di meno...
E' un periodo strano perché sono talmente stanca che certe volte non riesco nemmeno a pronunciare una frase di senso compiuto, che la mattina mi alzo e faccio il conto di quante ore devono trascorrere prima che possa tornare sotto le coperte, al calduccio.
Non so se sono solo stanca o un po' depressa.
E poi ho in testa questa cosa del cane, vorrei tanto prendere una cagnolina ma forse sto ancora cercando Flori in ogni cagnetto che vedo, sfoglio le pagine delle adozioni in rete e mi soffermo solo su quelli pelosi e con i baffi.
Sono due giorni che non penso ad altro, che mi interrogo, che valuto, rifletto su come sia più semplice la vita con un solo cagnetto.

Su come mi senta disperatamente e completamente sola senza la mia Floretta.


Ma come dice Ornella Vanoni "Domani è un altro giorno" e domani, forse, avrò una bella storia da raccontare.

giovedì 15 dicembre 2011

117 di 365 - I desideri talvolta si avverano

Ieri ho scritto una piccola lista delle cose che desideravo per la serata, sapevo che tutte le voci sarebbero state facilmente realizzabili tranne una.
Tutte tranne una perché una cagnetta pelosa che si lascia abbracciare sul divano non c'è più.

E allora la dolcezza e la bellezza del mio dopocena è stata ancora più magica perché inaspettata: Sansone non è saltato giù dal divano dopo pochi minuti come fa di solito quando guardo la televisione, Sansone si è fatto coccolare e accarezzare e alla fine si è steso, i suoi baffi contro il mio naso, accanto a me e si è lasciato abbracciare.

E io ho pianto tanto, e non so perché ho pianto, anzi lo so e mi fa fatica pensarlo e scriverlo, perché scriverlo è come raccontarlo non solo a chi legge ma sopratutto a me stessa. Ho pianto perché mi sono intenerita per la tenerezza del momento, poi perché Sansone era riuscito a darmi esattamente quello di cui avevo bisogno, ma subito dopo ho pianto perché non è Flori.





mercoledì 14 dicembre 2011

116 di 365 - Desideri

Oggi sono arrivata in ufficio poco dopo le 8 e ne sono uscita alle 19,35. Vi basta?
Oggi più che mai voglio una minestra calda, un divano, una copertina e una cagnetta calda e pelosa che si lascia abbracciare.

martedì 13 dicembre 2011

115 di 365 - Un cane non si compra

Eh, già. Un cane non si compra, l'ho detto, stradetto e ripetuto chissà quante volte. Un cane si prende al canile, che te ne fai di un cane di razza? Vai al canile e scegli un cagnetto. Fai una buona azione a te e a lui.

Poi Flori è morta ed io la cerco dappertutto, nemmeno fosse la Titina....



Poi ho visto il video di Jesse e sono rimasta fulminata, desidero quel sorriso (sì ci sono cagnetti che sorridono), quella contentezza, quella vitalità, quell'entusiasmo. E poi ha anche i baffetti e il tartufone... Insomma voglio un jack russell a pelo ispido, anzi una jack russell a pelo ispido. Vorrei non comprarla, vorrei che la vita mi ci facesse inciampare per caso, vorrei che ci incontrassimo e tornassimo a casa insieme come era stato con Flori.

Mi sento sola, vorrei qualcuno dall'altra parte del guinzaglio, vorrei le mani occupate dalla borsettina con la pinza e le bustine raccogli cacca, vorrei qualcuno che mi ruba i calzini e che mi sveglia la mattina, qualcuno che mi invita al gioco e alla lotta.


lunedì 12 dicembre 2011

114 di 365 - Di cacca e pipì

Dato che ieri ho intrapreso questo serissimo discorso riguardante pisciatine e cagatine, non posso esimermi dal concludere l'argomento, che oggi in effetti è serissimo: si parla di cacca.

Sansone lo potremmo definire il cane dalla cacca lampo, dalla cacca razzo, dalla cacca supersonica. 
Sansone cammina normalmente, annusando di qua e di là, poi improvvisamente e senza nessuna avvisaglia, si accovaccia e in un batter di ciglia produce le sue scorie. Se per caso siamo girati da un'altra parte o soprappensiero c'è il rischio che nemmeno ce ne accorgiamo, con il risultato, assai riprovevole, di non raccogliere la produzione canina.

Flori era una perfezionista, non c'è che dire, ma molto più prevedibile. Flori aveva il culto della cacca. 
Intanto mutava modo di camminare e di muoversi, e col passare degli anni io riuscivo quasi sempre ad interpretare i suoi movimenti, poi iniziava ad andare nervosamente avanti e indietro lungo un linea retta immaginaria, e dopo tre o quattro ripensamenti, scelto il posto, iniziava a girare su stessa, molte volte, fino a quando si accovacciava e faceva la cacca. 
Se questo vi sembra complicato, sappiate che a volte dopo l'andare avanti e indietro e le giravolte, ricominciava tutto daccapo fino a trovare un nuovo "posto perfetto".

Non ho foto di Flori impegnata in così alte incombenze, ma eccone una seconda di Sansone


domenica 11 dicembre 2011

113 di 365 - Di pipì e cacca

Che Flori e Sansone fossero molto diversi una dall'altro ve l'ho raccontato in diverse occasioni. Che non avessero quasi nulla in comune, a parte le cose ovvie: due orecchie, quattro zampe, un naso, una coda, anche. Che il temperamento, il modo di giocare, di relazionarsi con il mondo e con noi fossero come il bianco e il nero, il giorno e la notte, il caldo e il freddo l'ho detto davvero tante volte.

E ora ne aggiungo qualcos'altro alla lista: Flori e Sansone non facevano nello stesso modo nemmeno la pipì e la cacca.
Esaminiamo la situazione: Sansone appena esce di casa alza la gamba e fa pipì immediatamente, appena fuori dal cancello, contro il muretto e il cespuglietto di parietaria che non so come faccia a non soccombere con la quotidiana pipì del cagnetto. Altro che piogge acide!
Flori no. Anche se usciva la mattina tardissimo, dopo dieci o undici ore dall'ultima pipì, Flori non la faceva appena fuori dal cancelletto, no, lei trotterellava lungo il marciapiede, annusando di qua e di là e solo e soltanto quando riteneva di aver raggiunto "il posto perfetto", si accoccolava e faceva la prima pipì della giornata. Non so come potesse resistere a non farla di corsa appena fuori di casa. Mistero.

Sansone è un cane maschio e come tutti i maschi alza la coscia e fa pipì.
Alza entrambe le cosce ma ne preferisce una, mi pare sia la destra, e quando il muretto o il palo non sono dalla parte giusta si gira e rigira finché non ha la coscia giusta dalla parte giusta.
Sansone è un cane maschio, dicevo, ed è normale che alzi la zampa, ma cosa mi direste se vi dicessi che Flori faceva indifferentemente pipì accoccolata o sollevando la zampa? E' proprio vero: ogni volta che veniva attirata da un cespuglio, un palo, un albero, la ruota di una macchina o un muretto, sollevava la zampa e partiva con la pipì riuscendo a centrare in pieno il bersaglio.

Ma adesso godetevi questa posa plastica di Sansone, a domani per il proseguimento.


sabato 10 dicembre 2011

112 di 365 - La condivisione della cuccia

Stamattina Sansone è entrato in camera mentre il Marito dormiva e io stavo ancora cercando di capire se ero sveglia oppure no, di solito si ferma dal lato del Marito e, dopo qualche tentativo di prova, sale vicino a lui. Oggi invece ha fatto tutto il giro ed è venuto da me, io gli ho fatto pat pat sulla coperta e lui è balzato su e si è accoccolato tra me e il Marito.

Oggi pomeriggio, di ritorno da casa della Suocera, mi sono sdraiata sul divano, con la trapuntina a scaldarmi e l'intenzione di schiacciare un pisolino, Sansone mi ha seguito come un'ombra durante i preparativi: indossare le pantofole e qualcosa di morbido e confortevole, prendere la trapuntina, preparare il divano, ma non appena mi sono seduta lui era tutto teso e nervoso come un corridore ai blocchi di partenza prima dello sparo. E un attimo dopo era appoggiato contro il mio petto.

Il Marito dice che Sansone è un "cane da nanna", che ci sono i cani da pastore, cani da caccia, cani da compagnia ma che lui è un "cane da nanna", forse Sansone è semplicemente un cane vecchietto che non ha più molti stimoli e che quindi dorme molto, comunque l'espressione "cane da nanna" è molto carina.

La condivisione della cuccia è una cosa molto importante nella vita del branco, ci si scalda a vicenda, si sta uniti nelle avversità e si scambiano carezze, coccole e leccatine sempre utili nei momenti difficili.
Il Marito ed io abbiamo sempre condiviso la cuccia con il nostro mini branco, è una bellissima emozione, fa bene al cuore, rilassa e addolcisce l'animo: fatelo, è un consiglio da amica.

La condivisione della cuccia

venerdì 9 dicembre 2011

112 di 365 - Di pelo e sottopelo

Questo inverno sull'isola è veramente stravagante. La temperatura è talmente mite che dentro i negozi si boccheggia per il caldo e stamattina il Marito ed io abbiamo fatto una passeggiatina in maglioncino e siamo stati proprio bene.
E siccome il tempo è così mite, oggi abbiamo portato Sansone da Barbara a fare barba e capelli.
Barbara ha un bel salone per animali e, ormai da sempre, si occupa di lavare e tosare Sansone e faceva il bagno a Flori che invece non è mai stata tosata. Ma il pelo dei due cagnetti era molto diverso.

Quello di Flori era ispido e senza sottopelo, non ha mai avuto bisogno di essere tosata, era sufficiente spazzolarla bene e spesso (cosa che non sempre facevamo) e rimaneva pulita a lungo. Sembrava pelosissima ma il pelo non era troppo folto. Non raccattava, foglie, rametti e nemmeno i temibili forasacco.

Sansone è un orsetto in incognito. Ha un sottopelo da paura, pelo foltissimo e sottile, ogni volta che gli devo mettere l'antiparassitario è un terno al lotto perché andrebbe applicato sulla cute e la cute del cagnetto è quasi introvabile sotto tutto quel pelo. E poi porta a casa qualunque cosa: foglie secche, legnetti, pezzi di carta, piume, qualunque cosa ci sia per terra diventa una probabile nuova appendice del cagnetto.
Non per niente il Marito ed io per prenderci gioco di lui lo chiamiamo "il cagnetto ipertricotico"!



giovedì 8 dicembre 2011

111 di 365 - Di spiritelli, di sale da bagno e ancora di Flori

Non so se succede anche a voi, se conoscete gli spiritelli della casa.
Sono esserini così minuscoli da essere invisibili, così abili da riuscire a penetrare nei cassetti anche quando sono chiusi, nel frigorifero, negli armadi. Esserini dispettosi ma scherzosi il cui unico compito sembra essere quello di nasconderci le cose, di farcele cercare forsennatamente e poi puf! all'improvviso ciò che credevamo perso per sempre riappare e riappare proprio dove avevamo cercato più e più volte senza trovare niente.

All'inizio davo la colpa alla stanchezza, allo stress, alla distrazione ma da quando ho capito che dietro queste sparizioni e riapparizioni ci sono loro: gli spiritelli della casa, sono più serena, basta aspettare con pazienza, facendo un po' di scena naturalmente, altrimenti loro non si divertono, devono credere che ti stai disperando perché non trovi il limone nel frigorifero, ma puoi stare tranquillo che dopo la quarta o quinta volta che apri il frigo, magicamente, il limone sarà al suo posto...

Ma ieri hanno passato il segno, ieri non hanno nascosto qualcosa ma hanno fatto apparire dal nulla addirittura un suono.
Come forse qualcuno ricorderà, in uno dei primi post di questo blog: 4-di-365-nasi-e-balzi-del-cuore avevo raccontato di quello che succede quando si vive con animali e non si chiude la porta del bagno.
Io continuo a chiuderla poco, anzi quasi mai, e ieri sera mentre ero intenta in faccende da sala da bagno è arrivato Sansone e si è fatto accarezzare il fianco: che volete, è il nostro rito della carezzina da bagno....
La casa è grande, siamo solo in tre e il Marito era dalla parte opposta, insomma c'era silenzio, io ero soprappensiero e mi godevo il mio momento di pet therapy accarezzando il pelo morbido morbido di Sansone.
All'improvviso dal corridoio ho sentito, nitidissimo, il rumore delle zampette di un cane che trotterella svelto con le unghiette sul marmo, e il cervello si è azzerato, non ha riflettuto, si è ritirato in buon ordine nelle retrovie e ha lasciato la prima linea alle emozioni, al cuore. Mi sono voltata verso la porta aperta, da cui potevo vedere tutto il corridoio illuminato, sorridendo sicura, sicura non che Flori fosse tornata, no ancora peggio, ricordate il cervello era in ritirata, sicura che stesse arrivando, semplicemente, come sempre, perché non era mai andata via, non era mai morta.



E sì, è un periodo molto difficile, sono molto stanca, il lavoro mi sta consumando ma menomale che c'è, il sogno della nuova casa si sta allontanando e mi sento sola, ma vi giuro che io il suono di quelle unghiette l'ho sentito davvero arrivare dal corridoio.
L'unica risposta possibile sono quei malefici spiritelli della casa che hanno deciso di fare il salto di qualità, è chiaro che d'ora in poi non si limiteranno più a nasconderci le cose.... Ma vogliono la guerra? Che guerra sia!

mercoledì 7 dicembre 2011

110 di 365 - Di nervosismo, downshifting e di un sacco di cose

Ieri ero tutta "pensa positivo" oggi la parola che mi rappresenta è nervosismo. 
Ebbene sì: sono nervosissima, nervosissima, nervosissima!

Al lavoro l'arretrato non si sblocca nonostante stia uscendo alle sette di sera e mi dia da fare come una dannata,  il nostro prossimo cambiamento di casa (che io sognavo potesse essere prima di Natale) si allontana sempre di più, il Marito sta viziando Sansone in maniera vergognosa e ci sono giorni che non sopporto nemmeno di vederlo (Sansone, non il Marito) e lui non ne ha nessuna colpa.
Ho freddo, voglio la primavera, voglio andare al mare, voglio nuotare, voglio tempo, tempo, tempo per scrivere, per leggere, per pensare, per mettere ordine nelle fotografie, per fare i compiti del corso di sceneggiatura.
Per vivere.

Mentre gironzolavo nella rete sono inciampata in una parola: downshifting. 
Sapete cosa significa? La traduzione letterale è un po' come dire: scalare le marce, ma in realtà vuol dire vivere con lentezza, non affannarsi, prenderla con calma.

Da Wikipedia: Semplicità volontaria è, in lingua italiana, il neologismo che definisce quello che, principalmente nel mondo anglosassone, viene chiamato all'interno del mondo del lavoro il downshifting - parte integrante del più vasto concetto del lifestyle, lo stile di vita, o simple living, del vivere in semplicità - ovvero la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famigliaozioso relax, hobbystica, ecc.).
Questo sopratutto per quanto riguarda il settore lavorativo.


Se andate in rete troverete un sacco di materiale sul downshifting, state attenti, perché poi vi succederà come è successo a me, che vi renderete conto che il lavoro è tutta la vostra vita, che lavorate con la testa anche quando siete fuori dall'ufficio, che quando la notte vi svegliate per andare a fare pipì il cervello è sveglio e sta ancora lavorando, riflettendo sul poco che avete fatto e sul tantissimo che c'è ancora da fare.
E allora, il mio buon proposito per l'anno nuovo non sarà di dimagrire o smettere di mangiarmi le unghie, di essere più gentile e meno aggressiva o di essere più presente con gli amici lontani NO! Il mio unico, solo, ottimo proposito sarà quello di scalare le marce di ricordarmi che la vita è fatta di passeggiate con Sansone, di film da vedere, di libri da leggere. La vita è il libro che voglio scrivere, le sceneggiature che ho nel cassetto, il maglione ai ferri iniziato due anni fa.
La vita sono io e il lavoro è solo un mezzo per vivere.







Mi accorgo che ho parlato solo di me e di cose che esulano da Flori, da Sansone e dalla nostra piccola famiglia che si sta adattando ad essere un po' più piccola di prima.
Sansone sembra che stia bene, come dicevo è viziatissimo e temo il momento in cui, alla fine di gennaio, starà senza di noi per 9 lunghissimi giorni. Sì certo, ci sarà la fida Dog sitter, che lui adora, ma trascorrerà le notti da solo e non è mai stato solo una notte da quando lo abbiamo trovato, o con Flori, o con noi, ma mai da solo. E' per questo che avrei voluto trascorrere qualche fine settimana con il Marito da qualche parte senza di lui, solo per abituarlo che ci allontaniamo ma che poi facciamo ritorno, che per lui ci siamo sempre, che siamo una famiglia, il suo piccolo branco. Ma di questi tempi e con 9 giorni di vacanza a fine gennaio non facile allontanarsi.... troppo lavoro e troppi soldi!



martedì 6 dicembre 2011

109 di 365 - Rivelazioni

Giornata lunghissima, oggi. Non ho preparato la cena, non ho fatto un sacco di cose in realtà ma voglio che il vento cambi, voglio pensare positivo e dunque: ho lavorato un sacco, sono andata a farmi la ceretta così potrò ricominciare ad andare in piscina, sono abbastanza di buon umore e.... ho deciso che voglio un cane!

Ebbene sì, ho visto un video bellissimo che gli amici di lovedogblog hanno pubblicato oggi e ho avuto, come dire, un'illuminazione? Una rivelazione? Il velo che avevo davanti agli occhi si è improvvisamente squarciato?
Chissà.
Nel video c'è un meraviglioso jack russel a pelo ispido che fa di tutto e di più, mi sono sempre piaciuti i jack russel ma non avevo mai avuto occasione di osservare bene quelli a pelo ispido, beh, mi sono innamorata!
Il cagnetto in questione ha molte cose che ricordano Flori, lo sguardo con gli occhi cerchiati di nero, i baffetti, il grande tartufo e un certo modo di camminare, di saltare e di stare attento.

Il Marito è d'accordo, o fa finta non so, ne parlerò con il nostro veterinario e chiederò consiglio, intanto godetevi il bel video di Jesse: super-jesse

lunedì 5 dicembre 2011

108 di 365 - Di leccatine e lacrime

Flori mi ha sempre leccato molto la faccia. Quando la sera stavamo abbracciate sul divano, a sonnecchiare lei, a guardare la tele io, ogni tanto le davo bacini sulla testa e lei si girava e mi leccava la faccia.
Era il nostro modo di dirci che ci volevamo bene, si chiama comportamento non verbale, all'università ci ho pure fatto un esame, ma Flori non c'era ancora.

Negli ultimi anni Flori ha iniziato a leccarci, me e il Marito, in modo quasi parossistico.
Era sufficiente passarle vicino e rallentare un attimo che, slap!, ti trovavi la sua lingua sul polpaccio e la sera sul divano, mi "lavava" braccia e mani a furia di leccatine.
Avevamo chiesto delucidazioni al veterinario che però non aveva risposte da darci e aveva commentato, come già altre volte in precedenza, che se fosse stato un veterinario comportamentale (ebbene sì, ci sono anche loro), avrebbe avuto un sacco di materiale interessante su cui studiare, semplicemente ascoltandomi raccontare le avventure dei cagnetti.


Sansone non ha mai leccato, lui usa il naso, ti annusa, ma non a distanza di qualche millimetro come ti aspetteresti, no, Sansone il naso te lo appoggia addosso, pantalone, scarpa o guancia che sia non fa differenza e il naso di Sansone è SEMPRE molto umido.

Ieri sera il Marito ha lavorato anche dopo cena, io mi sono rannicchiata al mio solito posto sul divano, sotto la trapuntina a guardare una delle mie serie tv preferite: Brothers and Sisters.
Se non la conoscete ve la consiglio, io sono alla quinta stagione e, a parte qualche fisiologico momento di stanca, trovo che sia scritta eccezionalmente bene e, sopratutto, non è una storia di medici, di spionaggio o di azione.
Ma torniamo a noi, ero lì sul divano e Sansone mi ha raggiunto e si accoccolato nel posto che era di Flori. Gli ho fatto qualche carezza e, dopo qualche istante, ha sollevato il muso verso di me e mi ha leccato la faccia, così, all'improvviso.

E io, così, all'improvviso, ho pianto.

domenica 4 dicembre 2011

107 di 365 - C'aggio a ffà?

Oggi non ne ho voglia. Dopo 106 post oggi proprio non ho voglia di scrivere niente.
C'aggio a ffà?
Però stamattina ho provato a rifare un piatto che preparava mia nonna e della cui ricetta si è persa memoria, ahimè. Il risultato è stato ottimo anche se completamente diverso da quello che faceva lei.
Ho cucinato i calamari ripieni ed eccovi la ricetta, nel caso a qualcuno interessasse.

CALAMARI RIPIENI

Per 2 persone:
2 bei calamari grandi, freschi o surgelati
aglio
prezzemolo
1 uovo
sale
peperoncino
la scorza grattugiata di un limone
pane grattugiato
parmigiano grattugiato
pomodorini

Preparazione:
lavate i calamari, staccate i tentacoli, la testa e svuotate bene l'interno stando attenti a non romperli. Spellateli. Eliminate la sacchetta dell'inchiostro, il becco e gli occhi. Non spaventatevi, non è così complicato come sembra.
Tritate a pezzetti molto piccoli i tentacoli, le teste e tutto il resto che non avete eliminato. Mettete questo trito in una padella antiaderente con olio extravergine di oliva, un grosso spicchio d'aglio tritato fine, un peperoncino sbriciolato e un po' di sale e fate cuocere per una decina di minuti. Togliete dal fuoco e aggiungete il parmigiano e il pane grattugiato, abbondante prezzemolo tritato, la buccia del limone, ancora un po' di sale e legate il composto con un uovo intero.
Riempite i calamari con la farcia cercando di arrivare fino in fondo, ma tenete conto che in cottura il calamaro un po' si ritirerà e il ripieno invece si gonfierà. Chiudete con uno stecchino.
In una larga padella antiaderente mettete un po' di olio e uno spicchio d'aglio schiacciato, quando l'olio sarà caldo unitevi una manciata abbondante di pomodorini tagliati a metà o a quarti. Appena i pomodorini iniziano a sfrigolare adagiatevi i calamari. Fateli cuocere senza coperchio per 5 minuti per parte, poi abbassate la fiamma, copriteli con un coperchio possibilmente ermetico, in modo che il vapore aiuti la cottura e proseguite per 20 minuti. A metà cottura fate come si fa con la salsiccia alla griglia, bucherellateli con una forchetta. Saranno pronti quando la forchetta entrerà senza difficoltà. Completate la cottura per un paio di minuti senza coperchio e spolverizzate di prezzemolo fresco.

E per la prima volta nella storia: mi sono ricordata di fotografare il piatto!




sabato 3 dicembre 2011

106 di 365 - Di accappatoi azzurri e lacrime a colazione

Sabato mattina. Ore 9.00. Interno cucina.
Una donna bionda in accappatoio azzurro (eh già... ) ha apparecchiato la tavola per la colazione: tè e biscotti.
Il Marito le è seduto accanto, un cagnetto nero e peloso è sotto il tavolo in attesa del suo Oro Saiwa: rito del mattino.
La donna bionda spreme il limone nel tè, lo gira a lungo con il cucchiaino, ne beve un po'.
Il Marito mette la mano sotto il tavolo e allunga il biscotto al cagnetto. Ride, lo sguardo è tenero e liquido.
La donna bionda chiede il perché di quello sguardo e di quel sorriso, il Marito racconta di un gioco che fa con il cagnetto: fa finta di dargli il biscottino ma all'ultimo istante, quando il cagnetto sta per chiudere la bocca, tira indietro la mano e gli appoggia il biscotto sul naso. E così per un paio di volte, alla fine vince il cagnetto, naturalmente.

La donna bionda sorride, ma nel petto qualcuno le ha stretto il cuore con mano di ghiaccio, le lacrime scivolano e si copre gli occhi con le mani in un gesto di timidezza impossibile da trattenere.
E' costretta a spiegare le lacrime, a mettere a nudo la sua gelosia, l'invidia per quel gioco, per quei gesti esclusivi, per quel rapporto a due a cui assiste da bordo campo, come un ex titolare che ora è parcheggiato in panchina.

Chissà se in certi momenti un "bagno caldo" potrebbe sciogliere il ghiaccio del cuore.





venerdì 2 dicembre 2011

105 di 365 - Buoni propositi e dolci ricordi

Lo scorso venerdì, nel post 98 di 365, ho fatto una lista delle cose che avrei voluto fare nel fine settimana.
Vediamo che cosa sono riuscita a realizzare e cosa no.

Iniziare a leggere almeno uno dei bei libri che ho da parte NO
tanto per restare in tema, comprare almeno un libro di poesie NO
comprare un paio di scarpe e qualcosa da mettermi in generale NO
dormire dormire dormire dormire Domenica ci siamo svegliati alle 9,40, cosa che forse non accadeva, non dico da anni, ma da molti mesi di sicuro! 
andare dal parrucchiere Ci sono andata oggi pomeriggio e ho dei bellissimi capelli cortissimi e biondissimi.
guardare qualche bel film NO, ma oggi è arrivato l'ultimo di Woody Allen "Midnight in Paris" e il Marito ha promesso che ci andiamo.
continuare a svuotare quella che sarà la nuova casa Questo sì, sabato abbiamo lavorato tanto di mattina e di pomeriggio.
scrivere scrivere scrivere scrivere NO
fare i compiti del corso di sceneggiatura Sono riuscita a consegnare i compiti solo giovedì scorso, però l'ho fatto e sono soddisfatta
lavorare a maglia NO
fare il pane in casa con quei semini che abbiamo comprato a San Candido NO

Quello che mi aspetto da questo fine settimana ve lo dico lunedì!...




Questo mucchietto d'ossa e di pelo altri non sono che Flori e Sansone che corrono come pazzi lungo un sentiero a Vallicciola. 
Siamo al ritorno da una passeggiata che abbiamo fatto lungo il sentiero e i cagnetti all'andata se la trotterellavano con passo lemme lemme annusando e piscettando qua e là. E' bastato girarci e avviarci sulla strada del ritorno che Flori ha iniziato a correre a rotta di collo e Sansone, che la imitava per qualsiasi cosa, ha fatto lo stesso.
Dovete sapere che alla fine del sentiero c'è una piccola chiesetta di pietra che ha davanti un bel piazzale con tavoli e panche in legno dove ci si siede a fare il pic nic o a riposarsi.
Prima di salire, Flori aveva visto benissimo che alcuni preparavano i panini e apparecchiavano per il pranzo e nessun richiamo è mai stato così potente per lei come quello per il cibo... e il risultato è in questa fotografia che pubblico oggi.

giovedì 1 dicembre 2011

104 di 365 - Omaggio a Sansone e al baccalà

Dopo che vi ho raccontato la cocente delusione provata da Sansone per non aver mangiato il baccalà (come vi ho detto nel post 102 di 365) non posso esimermi dal pubblicare la ricetta.
Per qualcuno sarà banale ma magari per altri potrebbe essere una buona idea per gustare una nuova ricetta.

BACCALA' CON LE PATATE

Ingredienti:
Un bel filetto di baccalà già ammollato o, per chi è pratico, da mettere in acqua
patate
passata di pomodoro, pelati o polpa di pomodoro
cipolla,
aglio
olio extravergine di oliva
sale
peperoncino
prezzemolo

Preparazione:
in un tegame abbastanza largo fare un soffritto con la cipolla tagliata sottile, l'aglio, l'olio e il peperoncino.
Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungete le patate a tocchetti e fate insaporire per qualche istante, unire il pomodoro e portare a metà cottura le patate. Aggiungere ora il pesce, a cui avrete tolto la pelle, lavato, asciugato e tagliato a pezzi piuttosto grossi.
Fate cuocere fino a quando le patate saranno belle morbide e qualcuno si scioglierà nel pomodoro. Aggiustate di sale, spolverate con prezzemolo fresco tritato e servite, se volete, con pane abbrustolito.

Sono sicura che Flori avrebbe apprezzato...

mercoledì 30 novembre 2011

103 di 365 - Di cani beagle e di uominibestia

Una cara amica mi ha segnalato questo video, guardatelo. Io ho pianto vedendo gli occhi vuoti di vita di questi cani che la vita non l'hanno mai conosciuta.

terrore-liberta

Questo è un video "straziante" come ha ben scritto la mia amica, non temete, non ci sono immagini forti o violente, la violenza è alle spalle, è prima, la violenza è stata perpetrata per anni su queste creature, come è possibile leggere in questo articolo dell'ex ministro Brambilla, di cui non condivido affatto la parte politica, ma che è l'unica che si interessi a queste tematiche.

Ecco l'articolo di Brambilla: cuccioli-al-buio-senza-una-carezza


Mi chiedo: quale sarà la punizione per noi uomini che facciamo questo a degli esseri viventi?
Ma sono molte altre le cose che mi domando in questi giorni, dopo il video del toro Jubilo che avete visto qui  97 di 365-lo-sguardo-di-un-toro.html è come se all'improvviso inciampassi solo in notizie terribili che riguardano gli animali. Non so se sono i cookies che lascio al mio passaggio nella rete, ma è così.






martedì 29 novembre 2011

102 di 365 - Del baccalà, di Sansone e di cocenti delusioni

Premessa: adoro il baccalà.
Svolgimento: non so cucinarlo e me lo faccio preparare dalla Suocera che ne fa delle ottime frittelline.

Qualche giorno fa al reparto pescheria del supermercato dove vado di solito c'era lui, il baccalà già ammollato, dei bei filettoni, bianchi e carnosi, non ho resistito e l'ho comprato. Non so friggere, infatti una delle prime cose che comprerò per la nuova casa sarà una bella friggitrice a cestello rotante. Non so friggere dicevo, e ho optato per una ricetta che faceva mia mamma e che mi piaceva molto: baccalà in umido con patate. Siccome sono maestra di Calamari in umido con patate, uno dei miei cavalli di battaglia, ho pensato che il procedimento e gli ingredienti fossero gli stessi e mi sono organizzata.
Il piatto è venuto molto buono ma la prossima volta devo ricordarmi di unire il baccalà solo a metà cottura delle patate, altrimenti si sfalda e non ne rimane niente.

Naturalmente in casa c'era un ottimo profumino di baccalà e Sansone era elettrico quasi come quando ordiniamo la pizza. Il Marito ed io abbiamo cenato con l'accompagnamento musicale delle sue unghiette che danzavano il tip tap sul pavimento di marmo, chiaro indice di nervosismo da "non so se me ne daranno un po' o se mi toccano quei pessimi croccantini anche stasera". Dopo cena, impietosita e intenerita ho proposto al Marito di dargli un po' di sughetto di baccalà e pane e così è stato. Il cagnetto ha fatto la ola da quanto era felice e soddisfatto!



Il dramma si è consumato la sera dopo.
Non amo buttare via il cibo, mi hanno insegnato a finire quello che ho nel piatto e se avanza qualcosa si mangia il giorno dopo. Il baccalà in umido ci era piaciuto molto, ne era avanzato un po' e abbiamo deciso di consumarlo per cena. Non mi sono accorta subito dell'agitazione di Sansone mentre lo scaldavo, me ne sono resa conto a cena mentre lo stavamo mangiando e, forse con un po' di egoismo, non ci ho fatto caso e ci siamo pappati quello che restava del baccalà senza tenerne un po' da parte per il cagnetto.
Cagnetto che ci è rimasto malissimo, "da cani" direi, coda bassa e orecchie mosce, non è venuto nemmeno sul divano a farsi coccolare... cocente delusione gastronomica!!

(il giorno dopo gli ho comprato un filetto di pesce persico... vi assicuro che mi ha perdonato!)

lunedì 28 novembre 2011

101 di 365 - Quello che resta

... Molto, molto di più di una cuccia vuota.


Un guinzaglio azzurro, un cappottino azzurro (ricordarsi di raccontare quanto odiasse il cappottino), una pettorina azzurra, un collarino pre-pettorina azzurro pure lui.
Una ciotola di acciaio con zampine in rilievo (ora è la ciotola dell'acqua di Sansone che mangia in una identica).
Una cuccia ormai troppo grande per uno solo (ricordarsi di raccontare come è arrivata la mega cuccia)
Una spazzolina a denti stretti per spazzolare orecchie con le frange: mai visto orecchie con frange?
Nessun giocattolo, mai avuto giocattoli. I miei calzini erano i suoi giocattoli preferiti.
Un posto che rimane vuoto ai piedi del letto dalla parte dove dormo io.
Un posto vuoto sul divano, accanto al bracciolo dove mi appoggio io.
Il silenzio dei viaggi in macchina. Ora mi volto per sincerarmi che Sansone ci sia, tanto è zitto e fermo.
I peli bianchi, leggermente ondulati, sottili ad una estremità e un po' più spessi all'altra che ancora troviamo sugli abiti. E io sono felice di trovarli.
La dieta che mi aveva scritto su un foglietto il suo dottore nelle ultime settimane, quando rifiutava i croccantini.
Il diario dei sintomi della sua malattia che avevo scritto per essere sicura di non tralasciare nulla quando poi avrei parlato con il suo dottore.
Le fotografie.
Le palline da tennis. Ecco, queste rientrano nei giocattoli?
La mia solitudine quando cucino.
La mia solitudine quando passeggio, quando guardo la tele, quando scrivo, quando dormo. 
La mia solitudine quando piango, quando piango, quando piango.
La mia solitudine ogni volta che andiamo fuori città, ogni volta che cammino da sola, ogni volta che non devo badare a lei.
La mia solitudine senza di lei. La mia vita senza di lei.
La vita senza Flori.



domenica 27 novembre 2011

100 di 365 - Numero cento

Io proprio non l'avrei detto.
Sono arrivata al numero cento, cento giorni, cento post per raccontare come una piccola, minuscola famiglia come la nostra: il Marito, Sansone ed io, affronta la perdita di un membro importante come è stata Flori.
La perdita di una parte fondamentale, quella allegra e solare, quella rompiscatole e rumorosa, quella aggressiva e problematica, quella vitale e spensierata, forte e temeraria.
Cento pensieri e tante parole (e migliaia di lacrime) per condividere il dolore, lo smarrimento, la tristezza e il vuoto profondo che lascia dietro di sé un cane che muore.
Molto, molto di più di una cuccia vuota.


Per questo post speciale un'immagine speciale: Flori che fa la vezzosa e si sdilinquisce sotto le carezze del Marito.

sabato 26 novembre 2011

venerdì 25 novembre 2011

98 di 365 - Uno sguardo ottimista

Questa difficile settimana lavorativa è finalmente finita. Adesso ho davanti a me due giorni in cui posso fantasticare di poter fare tutte le cose che vorrei fare:

iniziare a leggere almeno uno dei bei libri che ho da parte
tanto per restare in tema, comprare almeno un libro di poesie
comprare un paio di scarpe e qualcosa da mettermi in generale
dormire dormire dormire dormire
andare dal parrucchiere
guardare qualche bel film
continuare a svuotare quella che sarà la nuova casa
scrivere scrivere scrivere scrivere
fare i compiti del corso di sceneggiatura
lavorare a maglia
fare il pane in casa con quei semini che abbiamo comprato a San Candido

.... sì lo so, è veramente tanto, ma lasciatemi sognare almeno un po'!

Ieri ho scritto di un fatto terribile, oggi pubblico un'immagine che dà speranza, l'ho trovato su Facebook e non ha bisogno di commenti.


giovedì 24 novembre 2011

97 di 365 - Lo sguardo di un toro

Osservate lo sguardo di questa bestiola: cosa ha di diverso da quello del vostro cane o del vostro gatto? Forse che il vostro cane e il vostro gatto non hanno gli occhi così tristi e disperati perché sono amati e accuditi.


A questo toro, a questo essere vivente dallo sguardo di bambino ferito, hanno fasciato le corna con pezze intrise di liquido infiammabile e hanno loro fuoco. Il toro, impazzito, corre per le vie della città bruciandosi il muso e gli occhi e non sono riuscita a scoprire come va a finire perché non ho avuto, il coraggio di continuare a leggere.
Spagna-festeggiato-ieri-il-toro-jubilo-il-toro-in-fiamme-di-nuovo/

Sono stanca di tante cose in questo periodo della mia vita: stanca della volgarità e dell'ignoranza che stanno cambiando questo paese facendomi venir voglia di andar via, stanca che basti una rotatoria per giustificare l'abbattimento di pini secolari nella mia città con governo di sinistra e progressista, stanca di non poter portare Sansone al mare ma che sia concesso accendere fuochi, fare le arrostite e lasciare cenere e carbone ovunque tra la sabbia.
E sono stanca e disgustata e offesa e addolorata che si possano continuare a praticare riti come il Toro Jubilo, leggetevi l'articolo e, se avete voglia, dite la vostra.

E io stasera mi stringerò Sansone un po' più stretto...

mercoledì 23 novembre 2011

96 di 365 - La felicità è altrove ma la contentezza abita qua

Il rapporto tra me e Sansone sta cambiando e sono contenta. Mi sembra di iniziare ad avere con lui un rapporto diretto. Sono piccole cose: dopo cena aspetta impaziente che mi sieda sul divano e mi sistemi bene la copertina sulle gambe (eh sì, proprio come i vecchietti...!) e poi salta su proprio in quello che era il posto di Flori. Ma Flori stava contro il mio seno e il bracciolo e si addormentava, Sansone invece pretende di essere incessantemente accarezzato e ad ogni mia esitazione si irrigidisce e mi mette una zampetta sulla faccia.

Abbiamo un'abitudine in famiglia, probabilmente un veterinario direbbe che è una pessima abitudine, pazienza, è una delle nostre abitudini. Quando i cagnetti finivano di mangiare i croccantini, che non hanno MAI mangiato volentieri, hanno sempre ricevuto un premietto. Un semplice pezzetto di pane secco che li faceva andare in visibilio e saltare sulle zampe posteriori, in piedi per averlo subito.
Quando c'era Flori era lei che dava inizio alle danze, se finiva di mangiare e né io né il Marito ci trovavamo in cucina, iniziava a piangere così forte che si sentiva dalla parte opposta della casa. E allora accorrevamo per elargire il tanto agognato premietto. Se invece ci trovavamo in cucina saltava su stessa come se avesse gli stivaletti a molla di Paperinik, e saltava e saltava fino a quando non otteneva il pezzetto di pane.
Naturalmente il premio veniva dato ad entrambi, anche se Sansone ci ha sempre messo un po' di più a mangiare la sua parte perché veniva distratto dal gran casino che faceva Flori.

Da quando Flori non c'è più Sansone non ha mai chiesto premietti, immaginavo che non li sapesse chiedere e a fine pasto glieli davo lo stesso, ma da qualche giorno fa una cosa nuova e buffa.
Allora, premetto che spesso viene a vedere dove mi trovo e cosa sto facendo e di solito mi aspetta o chiede carezze. Ad esempio, se mi trova in camera che mi sto cambiando, si siede sul tappeto e aspetta che finisca per tornare in cucina o in salotto insieme, se mi trova in bagno si accovaccia e aspetta che io sia pronta.
Qualche volta non si accovaccia, rimane nervoso sulla porta, rigido e attento, e appena capisce dai miei movimenti che potrei aver finito di fare quello che sto facendo, si dirige verso l'uscita della stanza in direzione della cucina. Se mi attardo torna sui suoi passi ancora più nervoso, impaziente, fa qualche passo avanti e qualche altro indietro come a chiamarmi da qualche parte.
La prima sera che l'ha fatto, all'ennesima ripetizione l'ho assecondato e seguito e, dopo aver percorso il corridoio saltellando contento come una Pasqua, mi ha scortato in cucina davanti alla sua ciotola vuota.
Mistero spiegato: aveva fatto il bravo cane, mangiato la pappa e sapeva di meritare il pezzetto di pane!

Vi dicevo che il rapporto tra noi sta cambiando, che iniziamo ad avere delle cose "nostre" sono molto contenta.
La felicità però è un'altra cosa.

Felicità.

Non so se conoscete questo posto ma è uno dei posti che amo di più al mondo e ha il potere di rendermi molto felice, la cerata gialla e i pantaloni rossi fanno la loro parte, passeggiare d'inverno con i cagnetti e il Marito (che non si vede perché fa le foto) era quanto più amassi nella vita. Non è un caso che questa immagine si chiami felicità.


martedì 22 novembre 2011

93 di 365 - Di Flori, di Melville e di una pessima giornata

Giornata durissima, oggi.
Innanzitutto ha piovuto e non è che io avessi tutta quest'ansia di autunno, di umido e di brutto tempo, proprio no.
E poi, ancora prima delle nove sono stata abbondantemente cazziata da un mio superiore che nemmeno conosco, e che forse non conoscerò mai, per mie inadempienze lavorative. La cosa mi ha scombussolato a tal punto che ho desiderato fortemente di andarmene a casa e mettermi sotto le coperte con la borsa dell'acqua calda e lasciar passare la tempesta. Ma la tempesta non passa se non pongo rimedio a un po' di cose... e allora sono rimasta stoicamente fino a sera.

Quindi mi capirete se oggi non ho voglia di raccontare anche se qualcosa da dire ci sarebbe: che vorrei Flori per stringermela contro sul divano, darle i bacini sulla testa e cercare di evitare le sue leccate sulla faccia, vorrei Flori per fare la lotta sul letto e giocare a rubare i miei calzini, vorrei Flori per inseguirci nel corridoio correndo come due matte.

La verità è che non appena mi distraggo, quando sono un po' più fragile, ed oggi eccome se lo sono, sento ancora forte il dolore, mi rivedo sul divano che la accarezzo mentre se ne va e mi si spezza il cuore. Sempre. Ogni volta. Ancora e ancora.

Oggi niente fotografie ma la vignetta di un grande autore, suggeritami da una cara amica che non sa quanto mi ha intenerito con questo pensiero.


lunedì 21 novembre 2011

92 di 365 - Pizzette a ricreazione e appuntamenti senza orologio

Una cara amica oggi mi ha raccontato una storia. E' la storia di un cane e di un ragazzo, di appuntamenti senza orologio e di pizzette a ricreazione. E' la storia che forse, da bambini, tutti avremmo voluto vivere.
Questa storia oggi è per voi e per me che vorrei ancora Flori ad aspettarmi da qualche parte.

C'è un cane che tutte le mattine alle otto e mezzo accompagna a scuola un ragazzo e poi va via.
Lo stesso cane ritorna alle undici per la ricreazione e, siccome è conosciuto da tutti gli studenti, in barba ad ogni consiglio per una sana alimentazione, sbafa pizzette, brioches e focaccine accompagnate da coca cola.
Naturalmente alla fine delle lezioni il cane scorta il bimbo fino a casa.

Non ho riflessioni o commenti da fare sul fatto che gli studiosi dicano che "i cani non hanno il senso del tempo"  o che "sono animali estremamente abitudinari" oppure anche che "il cibo muove la maggior parte dei comportamenti". Non sono un'etologa e non mi interessa dare pareri scientifici, a parte che non ne sarei proprio in grado. Dico soltanto che mi sembra una storia bellissima e che molti bambini desidererebbero vivere una storia così.
E probabilmente anche molti cagnetti....


La cittadina in cui si svolge questa bella storia si trova nel nord dell'isola e il Marito, io e i cagnetti abbiamo fatto delle bellissime passeggiate nei boschi lì vicino. E' un posto che amiamo molto e la fotografia della copertina di Un anno senza Flori è stata scattata proprio in occasione di una gita in quei posti.
Eccone qualche altra.

Sansone che, impudentemente, fa pipì sulle sequoie....


 Flori che se la gode in mezzo ai graniti...


e Flori e Sansone in pieno trekking tra le rocce.


E se aguzzate molto bene la vista potete vedere la sottoscritta (ancora ricciolo munita) che arranca da dietro i cespugli....

Questo è per Flori, per tutti i cani e anche per gli altri

Questo è il video della manifestazione di protesta contro Green Hill che si è svolta lo scorso 19 novembre a Montichiari (BS). Avevo sentito parlare di Green Hill in passato ma non credevo che fosse ancora in attività. E' spaventoso.


domenica 20 novembre 2011

91 di 365 - Di mucche, cani e zoo

Il post di oggi è un post pigro e stanco. E' stata una domenica faticosa dal punto di vista fisico ma non di quella bella stanchezza che libera la mente e la lascia "più forte e più creativa che pria..."
No, invece una stanchezza spossante che ti annebbia la mente e ti azzera i circuiti.
E allora eccomi qui a segnalarvi notizie, articoli e siti interessanti che hanno a che fare con i cani, ma non solo.

Questa è la storia a lieto fine di una pitbull randagia, adottata da un commissariato:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_novembre_18/pitbull-gilda-commissario-rex-quarto-oggiaro-polizia-1902215878312.shtml

la fine di questa storia invece ancora non la conosciamo, ma ci auguriamo per Nox che sia positiva. Purtroppo leggiamo troppo spesso di proprietari di cani che rovesciano su questi animali le loro insicurezze e debolezze:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_novembre_10/lettera-istruttore-cane-nox-dogo-1902120220099.shtml

Gironzolando in rete sono inciampata in questo bel sito che mi ha aperto un mondo, fateci un salto, io non riesco più nemmeno a guardare quella pubblicità in tv dove si vede una corsa di cani:
http://www.adozionilevrieri.it/

E in ultimo due parole sul blog di Cristina Nadotti che ci commuove, diverte, indigna e interessa con i suoi articoli. E per quanto mi riguarda, mi informa, raccontandomi cose che non conosco.
http://nadotti.blogautore.repubblica.it/2011/11/18/la-nuova-napoli-puo-partire-anche-da-un-non-zoo/


La fotografia di oggi è un omaggio a questo post in cui non si parla solo di cani e, naturalmente, un omaggio a Flori che le mucche le ha sempre temute come il fuoco.
Ma, poiché era una cagnetta temeraria ed estremamente rompicoglioni, le ha sempre aggredite abbaiando come una forsennata e saltando sul posto con le zampe rigide badando bene a non avanzare di un solo centimetro.


sabato 19 novembre 2011

90 di 365 - Flori artistica bis

Ho già detto che il Marito è uno speciale e non voglio ripeterlo troppo perché poi mi porto sfiga da sola, ma tant'è...
Ha visto il post di ieri e oggi, dal niente, è saltato fuori un altro ritratto di Flori, questa volta addormentata, che non conoscevo.
L'ho già detto che adoro il Marito?



venerdì 18 novembre 2011

89 di 365 - Flori artistica

Il Marito, oltre ad essere un ottimo colorista (e anche tante altre cose) è un bravissimo disegnatore. Peccato che non riesca a trovare il tempo per dedicarsi a foglio e matita perché sono sicura che potrebbe fare cose davvero belle.
E' da tanti anni che gli chiedo un disegno solo per me, pensato solo per me, eseguito solo per me... che volete che vi dica... noi donne per certe cose vogliamo l'esclusiva... E' da tanti anni che gli chiedo anche solo uno schizzo ma mai che mi abbia disegnato niente, mai, meno di zero.
Fino a quando, un po' di tempo fa, scopro nello studio questo ritratto di Flori che sonnecchia, lui dice che non è finito, io dico che è bellissimo e stasera lo pubblico e lo dedico a Flori.



Per quanto riguarda il Marito, comunque, che non creda di cavarsela così, perché io resto in attesa della mia esclusiva...

giovedì 17 novembre 2011

88 di 365 - Di brutti sogni e di sogni cattivi

Stamattina alle 4,30 mi sono svegliata.
Qualche volta la mattina presto mi sveglio perché ho caldo, perché devo far pipì o perché sento rumori molesti ( ad esempio il marito che russa... ah, la pagherò cara per questo...).
Stamattina mi sono svegliata preoccupata perché due giorni fa avevo notato che da una delle mammelle di Flori fuoriusciva del pus, avevo ripulito e disinfettato la parte e avevo tenuto d'occhio l'evolversi delle cose. Il giorno dopo, che sarebbe ieri, il pus fuoriusciva da tutte le mammelle della cagnolina, e il veterinario mi aveva detto di portargliela subito. Cosa fosse accaduto in seguito non me lo ricordavo più e nemmeno come mai Flori non fosse nella sua cuccia.

Poi il cervello ha ricominciato a funzionare, ha fatto chiarezza e sono ritornata alla realtà.
Una realtà in cui Floretta non c'è più.

mercoledì 16 novembre 2011

87 di 365 - Ci vorrebbe Flori

Stasera non ne ho voglia. Non ne ho voglia e nonostante quello che ho scritto qualche giorno fa, non ho la più pallida idea di cosa raccontarvi.
E' arrivato il freddo e il freddo che fa qua sull'isola io proprio non lo sopporto. Il Fratello che vive al nord mi prende in giro quando gli dico che fa freddissimo e mi zittisce snocciolandomi le temperature dell'isola e del suo nord. In effetti posso solo stare zitta, ma com'è che quando vado a trovarlo o quando alla fine di gennaio andiamo ad Angouleme e a Parigi per Le Festival de la BD, non sento tutto questo freddo?
Comunque, il freddo mi incattivisce, mi annebbia il cervello e la creatività. Vorrei divorare solo zuppe bollenti, evitare di lavare e preparare insalata e frutta (che mica le puoi lavare con l'acqua calda) e infilarmi in un letto già caldo da cui però vorrei non dover uscire domattina alle 6,30.

E poi c'è il tempo. Il tempo come ore, minuti, giorni che scorrono, passano e non tornano più. E io non riesco a leggere, andare sulla cyclette, guardare almeno uno di tutti quei bei film che ho scaricato, finire il maglione che sto facendo al Marito e scrivere, scrivere, scrivere.
Io non faccio le pulizie, ho la lavastoviglie e la lavatrice e cucino pochissimo, si può sapere dove va a finire il mio tempo? Che fine fanno le mie ore? Credo che le mie giornate siano difettose, che ci sia un meccanismo strano che comprime il mio tempo libero fino a ridurlo ad una lama sottile, sottile, inesistente.



Ci vorrebbe Flori stasera a chiamarmi al gioco, a provocarmi il riso, a invitarmi al nascondino tra ingresso, cucina e salotto, a inseguirci come matte nel corridoio e alla fine chi vince ha un biscottino (lei) o un abbraccio pelosissimo con leccata di faccia (io).

Diomio, cosa darei per un altro momento così...

martedì 15 novembre 2011

86 di 365 - Sansone Houdini

Che Sansone sia un cagnetto sorprendente l'ho detto più volte e vi ho anche già raccontato qualche storiella che lo riguarda, chissà se quello che vi racconterò stasera vi sorprenderà come ha sorpreso me.

Mettetevi comodi perché devo partire un po' da lontano.
Tanti anni fa il Marito ed io avevamo deciso di far indossare a Sansone una pettorina anziché il solito collarino. Ci sembrava che il cane fosse particolarmente leggero e fragile e pensavamo che una pettorina avrebbe alleviato la forza esercitata dal guinzaglio sul suo collo.
Eravamo andati in un negozio di articoli per animali e avevamo scelto e acquistato la pettorina.
Avevamo l'abitudine, e l'abbiamo ancora, di mettere il collare (o la pettorina) al cagnetto in occasione della prima uscita della mattina e di toglierlo solo prima di andare a dormire. So che ci sono tante persone che non lo tolgono mai, ma a me piace pensare che il cane si senta più libero e riposi meglio senza nulla che gli stringe il collo o le spalle.
E infatti Sansone aveva divorato la pettorina nuova il giorno stesso.

Ci avevamo riprovato altre due volte, stando bene attenti a non lasciarlo solo in casa con la pettorina addosso, ma era sufficiente anche perderlo di vista un momento per cucinare o rifare i letti e il rosicchiatore di pettorine entrava in azione. Naturalmente eravamo tornati al vecchio, caro collare.

Questo fino a qualche anno fa. Non mi ricordo come è stato che abbiamo riprovato, comunque è andata bene, Flori e Sansone si sono abituati e voilà: completino blu con guinzaglio e collare per Flori e rosso per Sansone.

Ora succede, come sicuramente ben sa chi divide la vita con un cane, che i cani si scuotano, si "scuzzulino" dice il Marito. Sì, insomma, fanno quella strana cosa che li porta a ruotare vorticosamente a destra e a sinistra, prima la testa e poi di seguito, ma anche contemporaneamente, tutto il corpo con un movimento convulso, che man mano scema dalla testa alla coda, così che verso la fine della "scuzzulatura", la testa è già ferma e le zampe di dietro, il sedere e la coda ancora si agitano.

Sansone ha una pessima abitudine: si "scuzzula" anche mentre stiamo attraversando la strada e con aria umile e sorridente imploriamo chi sta al volante di risparmiarci anche per questa volta e loro, i guidatori, sono fermi, in attesa che noi abbiamo terminato il nostro attraversamento, stanno con il piede sull'acceleratore e un'aria seccata perché gli stiamo facendo perdere una nano molecola del loro tempo prezioso e quel cagnetto che è in nostra compagnia non trotterella abbastanza veloce. Ma il cagnetto in questione, non solo non accelera, ma di punto in bianco, preferibilmente al centro della via si ferma e si "scuzzula" violentemente rifiutandosi di avanzare di un centimetro finché non ha ben agitato ogni pelo del suo corpicino.

Eh sì, Sansone è un campione di "scuzzulamento".
Mi racconta il Marito che questa mattina mentre veniva a prendermi per andare a pranzo con Sansone al guinzaglio, all'improvviso si è "scuzzulato" così violentemente che la pettorina è rimasta attaccata al guinzaglio ma senza il cagnetto!
Che dire? Meglio di Houdini, come ha commentato il Marito.

Il divoratore di pettorine


lunedì 14 novembre 2011

85 di 365 - Tre mesi senza Flori

Oggi sono tre mesi che Flori non c'è più, tre mesi fa a quest'ora ancora speravo, ancora non ci credevo, ancora pensavo possibili altri giorni insieme. A vivere.
E invece no.


domenica 13 novembre 2011

84 di 365 - Le cose non fatte


Spesso arrivo a quest'ora senza una briciola di idea per il post della giornata ma per fortuna accade sempre qualcosa che accorre in mio aiuto e il post si scrive quasi da solo.

Per quanto ne avessimo parlato tante volte il Marito ed io non abbiamo mai fatto un filmino, oggi si dice video, ai cagnetti. Foto sì tante, anche se non sono mai abbastanza, ma mai un qualcosa in cui si possa vederli in movimento, guardare come corrono, come scodinzolano, saltano o trotterellano.

Poco fa ho visto il video pubblicato su Love Dog Blog: è così tenero e poetico. Niente di strambo o artefatto, una cosa semplice semplice: due cagnetti che corrono e giocano sull'erba, felici. Ma c'è il sole, una pallina e dei premietti, una colonna strepitosa e un montaggio perfetto.

Ho tanto desiderato un video di Flori, poterla rivedere che cammina in quel suo modo buffo, mentre si gira ogni tanto con la testa di lato a controllare se arrivo dietro di lei, osservarla saltare, lei che era campionessa di salto in alto, sempre che ci fosse un biscottino da rubare. O guardarla fare il cane da circo, come dicevamo il Marito ed io quando rimaneva ferma in piedi per diversi secondi in attesa di avere qualcosa dalla tavola.

Ecco Flori in una delle sue migliori interpretazioni: il cane da circo

E invece abbiamo aspettato troppo e non si deve aspettare, non dobbiamo rimandare pensando che c'è sempre tempo, che abbiamo sempre un domani davanti. Perché poi arriva un giorno che è IL giorno, tutto si ferma, si annulla, si spegne.
E quello è un giorno senza domani e allora è troppo tardi.